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Wyrd - Heathen CD 2001 9/10
Cosa poter dire di un'opera prima contenente un brano di 51 minuti che riesce ad emozionare per tutta la sua durata e senza cali di tensione? Ascoltando i precendenti demo della band, raccolti parzialmente su "Wrath & Revenge" (vedi recensione), nessuno si sarebbe mai aspettato un lavoro del genere. Certo, Narqath con il tempo stava lentamente cercando una sua propria strada lontana dalle asprezze del raw black metal degli esordi ma mai avrei pensato ad un esordio di questo tipo. Stranamente questo lavoro è quello meno black della produzione dei Wyrd, non ci sono le asprezze musicali tipiche del genere ma moltissima melodia creata con l'ausilio di molta chitarre acustiche e delicati synth. Le sonorità distorte compaiono saltuariamente ma sono relegate come in secondo piano, anche dal punto di vista della produzione , ottenendo un suono quasi fluido. Musicalmente il primo gruppo che mi è venuto in mente sono gli americani Agalloch, autori di quel capolavoro che risponde al nome di "The Mantle", da cui Narqath sembra ricalcare molto lo stile, aggiungendoci però un forte impronta direi nordica, per rendere l'idea.
Dietro alla musica abbiamo anche una storia, raccontata attraverso le liriche, che tratta dell'ultima resistenza dei pagani di fronte all'avanzata dei cristiani.I testi, personalmente, li trovo un pochino sempliciotti sia come linguaggio che come immagini, soprattutto se prendiamo a confronto con quanto scriverà Narqath successivamente. Cercare di descrivere un brano di 51 minuti non credo che sia una cosa realizzabile, o comunque fattibile ma poco coinvolgente dal punto di vista del lettore. Mi limito a dire nuovamente che riesce a non avere cali di tensione per tutta la sua durata e che l'atmosfera creata è veramente coinvolgente. Un grandissimo debutto.
recensione di abyssic hate
Wyrd - Huldrafolk CD 2002 8/10
I suoni della natura e arpeggi di chitarra dal sapore antico. Così inizia Huldrafolk, secondo lavoro per la one-man band Wyrd, e grande disco per la mente che sta dietro a tale progetto; sto parlando naturalmente di Narqath, musicista impegnato in diversi act finlandesi.
Dopo la cadenzata e solenne Ashes Of Man And Oak And Pine si giunge ad Aijeke, introdotta dal suono di una fitta pioggia e accompagnata da delle ritmiche “tribali”, la tradizione folkloristica finlandese la fa da padrona, ottimi gli arrangiamenti con strumenti tradizionali e l’introduzione del cantato pulito, nel quale Narqath non eccelle, nonostante ciò il risultato finale è più che buono. Pale Forest è una canzone che rientra più negli schemi del classico black metal, almeno nella struttura di base, ritmiche incalzanti e voce lacerante, non mancano anche in questo caso gli inserti folk, come al solito ottimamente armonizzati con il corpo restante della song. Ancora una canzone veloce ma dal gusto molto più folk della precedente, Huldrafolk è la perfetta sintesi di cosa sia la creatura Wyrd nel suo lato più nazionalista e tradizionale. Con Misanthrope’s Masterplan Narqath inserisce in questo disco la sua anima ambient, ed ecco venirne fuori una canzone molto atmosferica e intensa in cui la musica evoca vere e proprie immagini di come si potrebbe presentare la terra scandinava in pieno inverno. Chiude il lotto The Harvest Day, canzone strutturata in modo tale da risultare dotata di due facce, quella più marcia e veloce che si presenta all’inizio e quella più aggraziata e atmosferica verso la fine.
Un disco splendido, vuoi per gli arrangiamenti folk, vuoi per l’abilità di Narqath nel far convivere la sua anima più nera con quella armonica e malinconica che gli viene suggerita dalla natura del suo paese d’origine.
recensione di herugurth
Wyrd - Wrath & Revenge CD 2003 6.5/10
Uscito in tiratura molto limitata, 500 copie, per conto della Desolate Landscapes, questo “Wrath & Revenge” è una sorta di raccolta dei brani presi dai 3 demo, realizzati da Narqath con il monicker Wyrd nel periodo 1998-2001.
Le prime sette tracce del cd contengono per intero “Unchained Heathen Wrath”, uscito del 2000. I brani sono molto eterogenei sia come genere proposto che come produzione. Infatti esso contiene brani composti e registrati in varie sessioni dal 1998 ai primi mesi del 2000. Perciò andiamo da brani lenti come “Ravenhill” od “Hel, fortemente debitrici dei Burzum, oppure sfuriate black come la seconda traccia “Unchained” e “Wotan’s Heir”, che richiamano subito la band madre degli Azaghal e quanto fatto da Narqath con gli Hellkult (vedi recensione). “The Old Warrior”, che vede la presenza di Kalma alla batteria (in passato con Narqath sempre nel progetto Hellkult”, presenta un riff dal sapore folk ma con un’atmosfera regnante molto malinconica. Insieme alla prima traccia Ravenhill sicuramente sono i brani migliori di questo demo. Chiude “Wyrd”, una traccia strumentale di synth dal sapore nordico e medievale.
Si continua poi con due estratti dal secondo demo “Song Of The Northern Gale”,”Gods Of The Storm” e la title track.
Il primo brano ricorda molto alcune cose degli Azaghal dei tempi di “Mustamaa”, ovvero suoni sporchi, tempi veloci ma con riff molto atmosferici e malinconici. La title-track, invece, è molto melodica e lenta, basata su un suono di synth che la rende molto medievale. Le successive “Season Of Grief” ed “Oath Of Revenge” provengono dal terzo demo “Of Revenge and Bloodstained Swords” ed in questi due brani s’iniziano a sentire lo stile che diventerà tipico del gruppo, ossia brani lenti, melodici e soprattutto tremendamente evocativi. Il primo, in realtà lo trovo un po’ noiosetto ed è troppo simile come stile al Burzum di Hvis Lysett Tar Oss, mentre il secondo è veramente un bel brano. Chiude il full-lenght “Promise”, un inedito del 2002 registrato appositamente per l’occasione. Completamente basato su accordi pieni a sfumare di chitarra acustica e con uno strano loop di batteria in sottofondo sul quale Narqath canta quasi sussurrando. Molto strano ma anche molto interessante. Insomma questo cd di cui abbiamo parlato fino adesso permette di poter seguire in maniera dettagliata lo sviluppo della band dalle sue radici ad oggi. Certo, alcuni brani non sono proprio il massimo ma alcune tracce sono veramente molto belle. In finale, un lavoro interessante, non essenziale, ed indirizzato a chi vuole saperne di più sul processo creativo della band.
recensione di abyssic hate
Wyrd - Vargtimmen pt I CD 2003 9/10
Ad un solo anno dal magnifico affresco black-folk Huldrafolk, Narqath ritorna con un nuovo lavoro del suo progetto Wyrd, la prima parte della saga di Vargtimmen (L’Ora Del Lupo in svedese).
Il rumore della pioggia e del vento, seguiti da un delicato arpeggio di chitarra acustica, aprono The Lonely Sea,un lunghissimo brano di circa 12 minuti, nel quale parti folk-acustiche vengono alternate a parti black tirate per dare vita ad un brano molto intenso. Bellissimo e molto malinconico il chorus, dove voce pulita e growl si sovrappongono per dare risalto alla melodia portante del brano.
La seconda traccia, Autumn, è sicuramente il pezzo più toccante del disco,una malinconica ballad dedicata all’arrivo dell’autunno e condita da un testo veramente ispirato, dove Narqath esprime in maniera molto poetica la malinconia presente all’avvicendarsi di questa stagione alla più solare e felice estate (Summer bleeds its last shades of green\ To the darkened pool of dead emotions\ Pond of decayed dreams and withered love \Why should I carry on, when all hope is gone?). Terza traccia è la title-track, un altro gioiello di folk black dai toni sinfonici,composto da un ritornello veramente epico ed emozionante.
Quarta ed ultima traccia ufficiale è la lunghissima Sad Song Of The Woods. Una lunghissima e bellissima introduzione di chitarre acustiche apre il brano (anche se la melodia portante richiama molto il primo brano presente su Huldrafolk) per poi sfociare in un grande pezzo di symphonic black.
A chiusura di questo primo Vargtimmen troviamo una ghost-track che riprende un po’ la melodia portante della title-track. Questo album risulta dare una netta sterzata rispetto ai primi due lavori portandosi da un black metal diciamo “tribale” con parti folk ad un black folk sinfonico molto melodico. Anche l’impostazione vocale risulta essere cambiata, da un puro screaming black ad una specie growl-screaming molto d’effetto. Personalmente è il lavoro dei Wyrd che preferisco di più e questo sta a giustificare il voto molto elevato. Vivamente consigliato per gli amanti del folk black chi invece cerca qualcosa di più violento ed oscuro se ne può stare tranquillamente lontano.
recensione di abyssic hate
Wyrd - Vargtimmen pt II CD 2004 7/10
Se la prima parte era stata una piacevolissima sorpresa,questo Vargtimmen Pt.2 mi ha lasciato molto spiazzato.
Ancora una volta Narqath cambia le carte in tavola, dal momento che di black metal in questo disco non c’è ne molto. Infatti le direttive generali sembrano essere un death sinfonico con alcune influenze doom sparse qua e là nel lavoro. La produzione è molto pulita ed ogni strumento risulta essere ben definito,le chitarre hanno un suono molto compatto e pompato e la voce è sempre un growl e molto ridotte anche le parti di voce pulita. Parlando delle track presenti nel dischetto il brano di apertura è affidato alla lunghissima The Wicker Man,un pezzo ai limite del doom basato su una melodia che viene ripetuta con alcune variazioni per quasi tutta la lunghezza della traccia ed inframmezzato da una sfuriata death, che onestamente trovo un po fuori luogo, ed una black proprio sul finale. Nel secondo brano The Pale And The Dead si ritorna ad ascoltare quel black dalle tinte sinfoniche molto presenti nella parte. Pezzo molto tirato e la voce torna a ringhiare come nei vecchi lavori. Davvero molto interessante. Dopo un breve intermezzo di piano che riprende il tema di The Wicker Man, passiamo a Ominous Insomnia, un mid-tempos dove riff black vengono alternati a parti più cadenzate. Un brano particolare anche se diverso da quello a cui eravamo abituati con i Wyrd.
Passiamo poi a Cold Son Of The Wind, una ballad molto intensa ma che ricorda un po’ troppo Autumn presente sulla prima parte di Vargtimmen. Sesto brano in scaletta è Ghost Of Winter, brano che riprende il discorso di Ominous Insomnia che mi porta alla mente anche qualche cosa della band madre degli Azaghal presente su Kyy. Il disco si conclude Deception una lunga suita strumentale di sola tastiera che ritengo essere un po’ noiosetta e banale. In sostanza posso dire che ho trovato questo secondo Vargtimmen nettamente inferiore rispetto ai lavori precedenti, ma riconosco bene la voglia di Narqath di cercare un ulteriore evoluzione per questo suo progetto. Tutto sommato il lavoro risulta essere piacevole anche se alcune scelte stilistiche continuano a lasciarmi perplesso come per esempio la parte folk quasi del tutto mancante. Comunque in questi giorni Narqath ha dichiarato sul sito dei Wyrd di stare lavorando al nuovo full-leght e che questo riprenderà i suoni e le atmosfere dei primi lavori. Staremo a vedere…
recensione di abyssic hate
Hellkult - The Collection CD 2004 6.5/10
Molto interessante questa uscita della Blood Fire Death che contiene la ristampa di tutti i demo degli Hellkult.
Per chi non lo sapesse, gli Hellkult sono un progetto di Narqath (voce,chitarra e basso) e Kalma (batteria) nato nel 1997 quando entrambi suonavano ancora insieme nel band madre degli Azaghal. Questo duo fu attivo per circa un paio di anni, giusto il tempo di pubblicare tre demo e poi si sciolse, o meglio, fu trasformato da Narqath nel più conosciuto progetto Wyrd.
Questo dischetto contiene ben 20 pezzi che racchiudono tutta la storia della band, presentando i tre demo del gruppo nel seguente ordine:The Christian Holocaust (1998),Hail War (1998) e Of Pure Heathen Blood (1999).
Il primo demo The Christian Holocaust è un puro assalto di raw black metal registrato in maniera molto casareccia,diciamo anche ai limiti dell'ascoltabilità, e presenta dei pezzi molto simili a quelli proposti dagli Azaghal dei primi tempi (per dirla tutta in qualche brano ci ho riconosciuto qualche riff comparso poi su qualche lavoro degli Azaghal). In sostanza un lavoro interessante ma niente di nuovo. Il secondo demo è Hail War sempre del 1998 ma rispetto al precedente lavoro la produzione è molto migliorata ed anche musicalmente si cerca di variare un po il genere proposto inserendo qualche mid-tempos e un minimo accenno di parti folk (vedi Chambers Of Poisoning Sleep ed Hail War in pieno stile viking).
Il terzo ed ultimo Of Pure Heathen Blood risulta essere il migliore lavoro del lotto sia per produzione che per songwriting anche se è in tutto e per tutto uguale a Mustamaa, per il sottoscritto il migliore lavoro degli Azaghal.
Certo non siamo nel clone totale, per esempio la produzione, in questo caso, è più pulita e le chitarre sono molto meno zanzarose che su Mustamaa e, come in Hail War, si è un qualche accenno sparso qua e là a parti folk o meglio dire viking, ma più di un deja-vu di azaghaliana memoria salta in testa. A parte tutto, però, i brani li trovo molto interessanti e ben costruiti. Come voto a questa uscita sarebbe d'obbligo un senza voto, essendo comunque una raccolta di demo, ma credo che un 6.5 vada ugualmente bene. In sostanza un lavoro molto interessante per chi ama i vecchi lavori degli Azaghal o in generale un raw black metal d'assalto e senza fronzoli.
recensione di abyssic hate
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