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(tratto da burzum.org)
E' stato qualcosa di davvero interessante notare come la gente abbia avuto l'esigenza di metter su storie sul perché io abbia finito con l'uccidere Euronymous. E' triste vedere che lo fanno solo perché la verità è scomoda per loro.
Nel 1991 la maggior parte dei musicisti metal norvegesi credevano che Euronymous fosse un cosidetto ragazzo cool, ma alla metà o alla fine del '92 molti di noi capirono che non lo era. Quando la DSP (Deathlike Silence Productions), la sua etichetta, fece uscire il debut album di Burzum, nel Marzo del 1992, dovette prendere un gran prestito per poterlo pagare. Non poteva permettersi di affrontarlo da solo, e quindi chiese a me dei soldi. Quando vendette tutti gli album di Burzum, pensò a pagare tutti i suoi conti, anziché dare alla stampa più copie - o rendermi i soldi che mi doveva (ed io non ho mai visto nessun provente dei diritti, per quella causa). Così quando aveva esaurito le copie dell'album, non aveva più denaro per poterne stampare altre. Probabilmente è questo il motivo per il quale la gente pensa che io lo abbia ucciso per denaro, ma uccidendolo, certamente non avrei riavuto il mio denaro indietro. Rompergli le gambe magari avrebbe funzionato, ma ucciderlo no. Posso sempre rimediare più denaro se lo voglio fare, e, in ogni modo, non investirei mai più di quanto io possa permettermi di rimettere. Ho un rapporto rilassato col denaro, quindi queste voci sono solo stupidaggini, ed erano solo chiacchiere su 36000 corone norvegesi (più o meno 5100 dollari) e comunque sulla somma di un salario medio norvegese.
Affrontai le conseguenze della sua incompetenza e della sua stupidità e misi su una mia etichetta, chiamata BURZNAG (nella Lingua Nera di Tolkien vuole dire "anello Nero"), nome che è stato cambiato più tardi (nel 1992) in CYMOPHANE (Greco:"onda che apparirà", il nome di una gemma che ha la forma di un occhio), e decisi di fare tutto da solo. Non avevo bisogno di lui.
Tutto quel che riusciva a fare era star seduto sul suo grasso culo nel suo negozio a bere coca cola e mangiare kebab. Il suo negozio stava per fallire ed era solo una questione di tempo, e sarebbe andato (così come la DSP) in bancarotta.
Noi non lo avevamo ancora lasciato perdere, non completamente, e come ultimo tentativo per far andare avanti il suo negozio accettammo di fare un'intervista per un giornale in modo da dare un po' di luce alla musica metal. Lui era fuori dai progetti attorno agli album di Burzum, ma aveva altri album da vendere nel suo negozio. Quando feci l'intervista anonima nel Gennaio del 1993 esagerai molto, e quando il giornalista se ne andò, noi - io ed una ragazza - ci facemmo una bella risata, perchè sembrava non capisse che lo stavo prendendo in giro. Lui aveva preso tutto così dannatamente sul serio. Sfortunatamente il giorno dopo lui andò dalla polizia (il 19) e mi fece arrestare, e (il 20) il suo giornale stampò la sua versione di ciò che avevo detto, mentre io ero in una cella di detenzione, incapace di dire a tutti che erano solo una tonnellata di cazzate che avevo detto per creare un qualche genere di interesse per un genere musicale - per aiutare Euronymous a rimediare qualche cliente per un cambiamento della situazione.
La cosa interessante è che quando sono stato arrestato, Euronymous chiuse il negozio invece di sfruttare a suo vantaggio la situazione, questo perché i suoi genitori pensavano che quel tipo di attenzione fosse scomoda! Quindi l"evil" Black Metal hero fece proprio quello che gli dissero di fare suo padre e sua madre!! Cosa abbastanza patetica, giusto, ma facendo così, lui rese anche i miei sforzi più o meno superflui. Ho passato sei settimane in custodia cautelare per quel che era successo, e tutto quello che lui fece fu chiudere il negozio! I clienti arrivarono a frotte, ma ad un negozio chiuso! Che stupidaggine!
Quando uscii di prigione ero abbastanza disilluso da tutto quel che era accaduto con i media, e la polizia aveva messo su un tale casino a causa della loro incursione nel mio appartamento, che era difficile gestire la CYMOPHANE come avevo programmato. Allo stesso tempo la DSP (probabilmente per la prodezza dei media) ebbe un contratto di distribuzione con una società di Oslo, e poté iniziare a produrre e vendere suoi dischi di nuovo.
Euromymous aveva fatto davvero una cavolata chiudendo il negozio, e la maggior parte di noi era d'accordo sul considerarlo un dannato imbranato ed un idiota. Ero arrabbiato con lui per non aver sfruttato i vantaggi della situazione, che era il motivo principale per il quale avevo fatto quelal stupida intervista, e non volevo aver più nulla a che fare con lui. Non c'era davvero nessun appiglio per poter avere affari con lui. Di ritorno ebbi un contratto con una società di distribuzione di Oslo per la CYMOPHANE, e continuai da solo.
Per quanto mi riguardava, lui non esisteva più. Quando mi telefonò per chiedermi se loro, i ragazzi dei Mayhem, potevano stare da me quando sarebbero venuti ai Grieghallen sound studios per finire l'abum de Mayhem, gli dissi di no. Nessuno a Bergen voleva dar loro un posto in cui stare, e dovettero affittare una stanza in un motel. Nessuno aveva nulla contro Hellhammer, l'unico altro membro dei Mayhem a quei tempi, ma noi non volevamo aver nulla a che fare con Euronymous. Io ho sempre avuto un buon rapporto con Hellhammer, e lui non era nemmeno tanto impressionato da Euronymous, così tanto per parlare. Nel 1992, quando registrammo " De Mysteriis Dom Sathanas", con lui scherzavo persino sul fatto che l'avremmo dovuto uccidere!
Per alcuni mesi questo disprezzo per Euronymous si era diffuso nella scena metal, ed aumentava sempre di più con la consapevolezza della gente su quanto lui fosse un idiota, e lui mi dava la colpa di tutto ciò, cominciando, così, ad odiarmi.
Credeva fosse colpa mia se la gente aveva perso la fiducia in lui e non lo rispettava più. In un certo senso aveva ragione, di certo non avevo tenuto nascosta la mia opinione di lui, ma credo che le polemiche se le sia cercate da solo. Era semplicemente stato scoperto dal modo in cui aveva reagito nel polverone. Si era beffato da solo. Poi, quando i media scrissero tutte quello schifo su di me, lo fecero sentire meno importante. Improvvisamente non era più il "protagonista" nella scena del metal estremo. Come la vide lui, anche quella era tutta colpa mia. Forse questo è il motivo per il quale la gente dichiara che l'omicidio è stato il risultato della battaglia fra due figure portanti della scena, ma la verità è che questo era importante solo per lui. A me non importava nulla di questo. Io non avevo nemmeno socializzato con tutte quelle persone della scena metal, e quando uscivo preferivo andare alle feste house ed in un locale underground techno di Bergen, chiamato "Føniks"(Fenice), mentre la maggioranza dei metallari andava in qualche posto Rock...In effetti andavo al club techno per stare lontano da tutte le nuove persone della scena metal, perché non mi piacevano le loro attenzioni. Preferivo l'attenzione delle belle ragazze, tanto per dire...
Più avanti i Mayhem presero un nuovo chitarrista, Snorre W. Ruch dei Thorns, di Trondheim, e quando mi trasferii a Bergen, lo lasciai stare da me, dormii nel mio soggiorno, finché non trovò un appartamento per sè. A questo punto, Euronymous cominciò a complottare contro di me. Voleva uccidermi. Nella sua visione della questione io ero un problema, quindi, uccidendomi, credeva che il problema sarebbe scomparso.
Il suo problema era che aveva coinvolto nel complotto alcune persone della scena metal per uccidermi, e loro me lo dissero. Lui lo aveva detto a loro perché si fidava di queste persone, ma ovviamente loro tenevano più a me che a lui. Ad un certo punto telefonò a Snorre, che viveva nel mio appartamento, e Snorre mi fece sentire cosa Euronymous aveva da dirgli. Disse a Snorre che "Varg doveva scomparire per il bene di tutti" e cose simili, confermando i piani dei quali già gli altri mi avevano accennato.
Molti dicono che io abbia reagito esageratamente, perché Euronymous era uno sfigato e non aveva il coraggio di uccidermi. Sicuramente era uno sfigato, ma questa volta non aveva spifferato a tutti i suoi piani, come faceva di solito. Presi la cosa seriamente perché lo aveva detto solo a poche persone, quelle di cui lui si fidava - o quelli che lui credeva fossero i suoi amici più stretti. Nell'agosto del 1993 stava per andare in prigione per 4 mesi, dopo essere stato condannato per aver ferito due persone con una bottiglia rotta, solo perché loro "avevano guardato la sua ragazza" ad una fermata dell'autobus. Non era un ragazzo troppo simpatico, quando sentiva di avere le spalle al muro, era capace di eseguire i suoi piani. Se spaventati abbastanza, anche i più grandi codardi diventano pericolosi.
Lo stesso giorno in cui lui dichiarò a Snorre la sua intenzione di uccidermi (facendolo sapere anche a me, indirettamente, visto che ascoltavo la conversazione), ricevetti una lettera da lui, in cui voleva essere ottimista e nella quale si mostrava amichevole, dicendomi che avrebbe voluto vedermi e discutere di un contratto che non avevo ancora firmato... ovviamente era solo una scusa, e sembrava che volesse preparami. D'accordo con i suoi "amici" il piano era incontrarmi, stordirmi con un colpo di calcio di pistola, legarmi e mettermi nel bagagliaio di una macchina. Avrebbe poi guidato fino all'aperta campagna e mi avrebbe legato ad un albero e mi avrebbe torturato fino alla morte, filmando il tutto con una videocamera.
La mia reazione alla cosa fu naturalmente di rabbia. Chi cavolo si credeva di essere? Lo stesso giorno decisi di guidare fino ad Oslo, prendergli il contratto firmato e dirgli di andare a farsi fo***re, ed in questo modo eliminare ogni possibile scusa che avrebbe avuto per contattarmi ancora. Debbo ammettere che nonostante tutto non ho pensato di farlo fuori picchiandolo. Giusto prima di andar via, Snorre mi disse che voleva venir con me perché aveva dei riff nuovi di chitarra da far sentire a Euronymous. Dopo Oslo volevo continuare per Sarpsborg per portare un carico di maglie di Burzum (che dovevano essere per Metallion di Slayer Magazine, per quel che ricordo), e lasciare Snorre a Oslo con Euronymous. Comunque Snorre non sembrava aver problemi nell'essere amico di entrambi, come dovrebbe fare una qualsiasi persona che abbia un minimo di spina dorsale.
Partimmo da Bergen intorno alle 21.00 e arrivammo ad Oslo attorno alle 3.00 - 4.00 (non ricordo più con esattezza, d'altronde son passati più di 11 anni). Facemmo i turni alla guida, e quando arrivammo io dormivo nei sedili posteriori. Per questo motivo non indossavo la cintura, e quando ci fermammo la diedi a lui e gli chiesi di metterla in un posto sicuro. Avevo un coltello nella cintura, e guidare con un coltello nei sedili posteriori non era molto sicuro.
Arrivammo alla porta d'ingresso principale del palazzo e suonai il campanello. Lui dormiva. Potrete pensare che andare a trovare gente nel bel mezzo della notte sia un pochino strana come azione, ma per noi era perfettamente normale. Molte persone della scena metal erano "creature notturne", tanto per farvi capire. Lui chiese chi fosse, e io dissi il mio nome. Lui disse: "Sto dormendo. Puoi passare più tardi?", allora io gli dissi :"Ho il contratto, fammi entrare" e lui mi aprì. Il suo appartamento era al (quarto?) quinto piano e iniziai a salire di corsa le scale. Snorre voleva fumare, ma non si poteva in nessun modo fumare a casa di Euronymous (e nella mia auto), quindi lui aspettò di sotto per fumare.
Euronymous mi aspettava all'entrata, e sembrava davvero nervoso e gli diedi subito il contratto. Posso dire solo che era ovvio che fosse nervoso. Il ragazzo che aveva in mente di uccidere gli si era presentato davanti nel bel mezzo della notte. Io quindi gli chiesi che ca**o aveva intenzione di fare, e quando feci un passo in avanti verso lui, entrò nel panico. Andò fuori di matto e mi attaccò con un calcio nel petto. Io gli diedi semplicemente una spinta verso la porta, e ne rimase leggermente stordito. Io non ero stordito dal suo calcio, ma dal fatto che mi attaccò. Non me l'aspettavo. Non nel suo appartamento e non in quel modo. Aveva appena iniziato a prender lezioni di kick boxing e come tutti i principianti credeva di essere diventato "Bruce Lee" in una notte, ma ovviamente ancora non lo era.
Dopo pochi secondi saltò e si precipitò in cucina. Sapevo che aveva un coltello sul tavolo della cucina, e pensai che "se lui stesse per prendere, ne avrei dovuto avere uno anche io". Ma il mio coltello da cintura era in macchina, perché era li che lo avevo lasciato, ma avevo un coltello tascabile o meglio un coltello da stivali (con una lama di otto cm) in tasca. Balzai di fronte a lui cercando di fermarlo prima che mettesse le mani sul coltello da cucina. A quel punto vennero fuori le sue reali intenzioni, così quando corse in camera, credevo fosse per prendere un'altra arma. Aveva accennato a qualcuno, qualche settimana prima, che avrebbe riavuto presto dalla polizia il fucile da caccia (usato da "Dead" per spararsi), quindi credevo che stesse per prendere il fucile o un'altra pistola (sebbene lui, in realtà, non avesse né fucile né pistola nel suo appartamento, io non lo sapevo). Lo inseguii. Lo pugnalai e fui leggermente sorpreso quando invece corse fuori dall'appartamento. Non aveva senso fuggire, e mi aveva fatto innervosire il fatto che mi aveva attaccato lui per primo, ma nel momento in cui non andava come voleva, decise di scappare, invece di combattere come un uomo. E questo è un comportamento che non mi è mai andato giù.
(Alcuni credono che io abbia ucciso un uomo indifeso e disarmato, ma prima di tutto fu lui che cercò di prendere un coltello prima che lo facessi io, ed avrebbe certamente potuto procurarsi delle armi se avesse scelto di rimanere e combattere, invece di scappare come un codardo. C'erano molte altre cose nel suo appartamento che avrebbe potuto usare per difendersi, quando non riuscì a prendere il suo coltello da cucina.)
Fuori incontrammo Snorre che aveva finito la sua sigaretta. Tutte le porte del palazzo erano chiuse, e Snorre era un ragazzo abbastanza smemorato, quindi era andato a finire per sbaglio all'attico, un piano sopra a quello in cui eravamo noi. Confuso era sceso e stava usando il suo accendino per illuminare i campanelli delle porte e per capire quale fosse l'appartamento giusto. Nel momento in cui stava leggendo il campanello, Euronymous corse di fuori, in mutande, sanguinante e urlante come un pazzo. Snorre era sorpreso e terrificato allo stesso tempo, e ci guardava come se i suoi occhi stessero per uscire fuori dalla testa. Snorre fu talmente shockato e sorpreso che ebbe una specie di black out di memoria tanto da non ricordare nulla finché non gli chiesi, più tardi, se stava bene.
Euronymous corse giù per una rampa di scale e si fermò a suonare ai vicini. Si rese conto subito che io stavo per arrivare, così continuò a scappare giù per le scale, bussando sulle pareti e cercando di suonare i campanelli dei vicini mentre ci passava vicino, e gridando aiuto. Lo pugnalai alla spalla sinistra mentre correva (tre o quattro volte) -alla spalla perché era l'unica parte che riuscivo a colpire mentre correvamo. Lui inciampò e ruppe una lampada che era sul muro, forse con la testa o con il braccio, e cadde fra i frammenti di vetro, in mutande. Corsi avanti e aspettai. Snorre era ancora di sopra, e non avevo idea a come avrebbe reagito a tutto questo. Forse era una sorta di congiura e lui c'era dentro? Forse anche lui voleva attaccarmi? Non lo sapevo. Quando Snorre arrivò correndo, io lo lasciai passare. Capii che lui non c'entrava, così gli chiesi se stava bene (perché di certo non sembrava che lo fosse). Dopo sembrava che Euronymous riuscisse a star di nuovo in piedi. Sembrava rassegnato e disse: "Ne ho abbastanza", ma poi lui cercò di prendermi a calci di nuovo, e lo finii spingendo il coltello nel suo cranio, attraverso la fronte, e morì all'istante. Gli occhi si girarono e si sentì un gemito nel momento in cui svuotò i polmoni nel momento della morte. Cadde e rimase in posizione seduta, ma il coltello era ancora piantato nella sua testa, così lo tenni su, mentre tenevo il coltello. Quando estrassi il coltello dal cranio, cadde giù per una rampa di scale come un sacco di patate - facendo rumore abbastanza da svegliare tutto il vicinato (era una scala metallica e rumorosa).
Forse potrebbe sembrare un modo strano per uccidere qualcuno, ma il mio coltello era molto piccolo, ed era solo appuntito. La lama non era affilata. Era smussato e non sarei riuscito a tagliare in due un pomodoro senza romperlo, con quel coso. L'unico modo per ucciderlo velocemente con quel coltello era piantarglielo nel cuore o nel cranio. In effetti avrei potuto ucciderlo in maniera molto più veloce e molto più facile se non avessi avuto per niente un coltello, se lo avessi semplicemente riempito di botte fino a farlo crepare. L'unico motivo per il quale ho preso il coltello è stato perché anche lui stava cercando di prenderlo e pensai che era giusto che anche io ne avessi uno, anche se non era abbastanza.
Lui mi aveva mostrato la sua intenzione di uccidermi, e anche se non era una minaccia diretta, li per lì, io non sentii nessuna cattiveria nell'ucciderlo. La sua codardia mi fece arrabbiare e non vedevo nessuna ragione per lasciarlo in vita, non quando aveva dimostrato di volermi uccidere. Se lo avessi lasciato in vita avrei solo lasciato che attentasse di nuovo alla mia vita.
Uccidere una persona con un coltello spuntato lungo 8 cm è una faccenda sanguinosa nel vero senso della parola, ma anche se il sangue era schizzato su tutti i muri della tromba delle scale mentre correvamo di sotto, io non avevo nemmeno una goccia di sangue in faccia, solo sulla parte superiore del mio corpo. Comunque Snorre aveva le chiavi della macchina e quindi corsi fuori per impedirgli di andare via con l'auto, lasciandomi lì ad Oslo, tutto fradicio di sangue. Gli presi le chiavi, aprii la portiera, gliele ridiedi e gli dissi di guidare. Prima di entrare nell'auto mi misi subito nel sacco a pelo che avevo nel bagagliaio, e mi assicurai di non lasciare tracce di sangue nell'auto.
A quel punto credevo che la cosa migliore fosse di provare ed andare via. Quel che non sapevo era che Snorre era ancora sotto shock, così girò solamente a vuoto attorno ad Oslo per 20 minuti, e che alla fine dovetti prendere io il controllo della situazione. Sulla strada del ritorno Snorre vide un blocco di polizia sull'autostrada per Bergen, giusto appena fuori Oslo, così dovemmo prendere un'altra strada. Passammo a nord attraversando Trondheim, e poi deviammo per un po' verso ovest. Mi fermai vicino ad un lago e mi tolsi i vestiti. Legai delle pietre ai vestiti e nuotai fin dove l'acqua era più profonda per poterli fare affondare. Fortunatamente avevo ancora le magliette che avevo intenzione di vendere a Sarpsborg (come ho detto, le avrei vendute a Metallion, se non ricordo male), e Jørn degli Hades aveva dimenticato sui sedili della mia auto una felpa (ironicamente era una maglia dei Kreator, con su scritto: "Pleasure to Kill"), così avevo una maglia pulita (o meglio, non pulita, ma almeno non era zuppa di sangue). Per finire avevo un paio di pantaloni davvero, ma davvero sporchi che erano nella macchina da secoli, che mi fecero rimediare un abbigliamento quasi completo. Guidare il "commando" e senza calzini non era un problema.
(Snorre mostrò poi alla polizia dove mi ero disfatto dei vestiti, ma tutto quel che riuscironoa trovare fu una t-shirt con la foto di un vichingo e con su scritto: "Norvegia: la terra del Vichinghi", che non aveva nessuna traccia di sangue.
Ogni altro vestito era sparito, e anche i sommozzatori non potettero trovare nulla. Non avevano nessuna prova che la t-shirt fosse la mia [e sulla Terra, chi si sarebbe mai aspettato che io indossassi una maglia del genere? :)] Gli altri vestiti probabilmente erano sprofondati nel fango profondo nel fondo del lago).
Un nostro amico era ancora nel mio appartamento. Quando decisi di andare ad Oslo, stavamo mangiando pizza e vedendo dei film, e quando ce ne andammo lo lasciai stare in casa a finire di mangiare e veder il film. A questo punto volevo che se ne andasse, nel caso la polizia avesse già saputo cosa fosse accaduto. Ci fermammo a Hønefoss, ad una cabina telefonica, per dire al tipo che era da me di andarsene da casa. La prima cabina che vedemmo era circondata da ragazzi, e non volevamo che nessuno ci vedesse lì nella Norvegia dell'Est, proprio in quel frangente, e quindi continuammo a cercare finché non ne trovammo un'altra. Io stavo alla guida, quindi fu Snorre che scese a fare la telefonata, e in quel momento arrivava una pattuglia di polizia lungo la strada.
Apparentemente i ragazzi avevano ridotto la cabina in brandelli, e prima che andassero avanti, distruggendo quella che seguiva, qualcuno aveva chiamato la polizia. Quando arrivò l'agente e ci vide, credeva fossimo noi le persone che stavano cercando. (ditemi voi se questo non è un ottimo esempio della "legge di Murphy" o cosa). Il telefono era rotto, e Snorre tornò in macchina. Andai via, con la macchina della polizia a poche iarde dietro di noi, e io immaginai che se ci avessero fermato e segnati i nostri nomi, era impossibile rimediare un alibi. Così cercai di guidare sempre più veloce, con dietro la polizia che mi seguiva alla stessa velocità, e quando arrivai alla stazione di Hønefoss voltai a destra e guidai come un pazzo (con freni urlanti, ruote che giravano a gran velocità, freni e ruote che fischiavano nelle curve e tutto ciò che puoi immaginare da una fuga da film di "serie b"). Io guidavo una Golf VW, e stavamo guidando talmente veloce che prima di capire che eravamo di nuovo sull'autostrada per Bergen, avevamo seminato la polizia.
Probabilmente il poliziotto non si era nemmeno preoccupato di darci la caccia (o, cosa meno probabile, aveva fallito nel continuare ad inseguirci), come mostrarono le indagini postume (della Polizia), non aveva nemmeno fatto rapporto ai suoi superiori dell'incidente avvenuto. A questo punto io immaginai che loro ci stessero già cercando, e in caso lo avessero fatto, io dissi a Snorre che lo avrei lasciato alla stazione, in un posto chiamato Gol, sulla strada per Bergen. Se la polizia mi avesse fermato sarei stato da solo, e lui non avrebbe avuto guai. Lui rifiutò l'offerta, e guidammo verso Bergen senza nessun incidente. La prima cosa che feci fu quella di andare in un negozio di stampe per avere un alibi, e poi andai dal ragazzo che era nel mio appartamento, per dirgli che avevo bisogno di parlargli e dovevo metter su un alibi. Snorre gli aveva già accennato qualcosa, per telefono, quando ci fermammo ad una cabina fuori Voss, poco dopo Hønefoss, che ad Oslo era successo qualcosa. Architettammo una storia e tutto sembrava andar bene.
Dopo di che, finalmente potei andare a casa a riposare. Dopo venti minuti di sonno, suonò il campanello, ed era un giornalista che voleva parlare con me della morte di Euronymous, che era appena stata resa pubblica (attorno alle 11.00), e gli dissi che ero troppo stanco per parlare con lui di quanto accaduto. Dopo tutto non dormivo per niente da molto (anche se non glielo avevo detto..). Il giorno seguente sulle prime pagine dei giornali si leggeva: "Il conte è addolorato! Era così triste per la morte del suo migliore amico che non è riuscito nemmeno a parlarne con noi." Abbastanza divertente, non credete? Ciò dimostra solo quanto sono inaffidabili le storie raccontate dai media!
Qualcuno, per qualche strana ragione, ha affermato che ho ucciso Euronymous a causa di una ragazza, riguardo ciò posso aggiungere che la mia ragazza dell'epoca (da Aprile 1993 fino al 1998) non sapeva nemmeno chi fosse lui. Lei non ne aveva nemmeno mai sentito parlare, finché non lo uccisi (e posso aggiungere che lei non era nemmeno una "metallara", anzi era una ragazza "ordinaria" che sentiva pop). Così, ovviamente, lei non aveva nulla a che fare con tutto questo, e sicuramente io non ho ucciso lui per una ragazza. Per quello che so, Euronymous, non aveva una ragazza, così che non poteva essere la sua ragazza la persona che mandava in giro queste stupide voci.
Anche le persone che mi hanno criticato per aver ucciso un compagno Norvegese hanno torto. Euronymous in realtà era Lappone, come si può benissimo vedere dalle sue fotografie. I suoi tratti Lapponi (Mongoli) sono ben visibili, i suoi capelli sono tipici Lapponi (sottili e lisci) ed anche la sua statura lo rivela (come tutti i Lapponi era molto basso).
Il problema era che Snorre era ancora sotto shock. Devo ammettere che a me, una cosa del genere non era mai accaduta in alcun modo. Comunque sia non è stato un grande affare, un convinto criminale che aveva fatto dei piani per uccidermi era morto. E allora? Non vedo alcuna ragione per perdonare una persona che aveva messo in conto di torturarmi fino alla morte mentre lo stava videoregistrando per il suo proprio divertimento.
La polizia mi voleva parlare - dal momento che capirono dal primo giorno che il colpevole ero io - e mi chiesero di andare ad Oslo per un interrogatorio. Accettai e parlai con loro, presentando l'alibi che noi avevamo creato dopo l'assassinio, e mi lasciarono andare. Poi spostarono l'indagine nella mia città natale, per ovvie ragioni, ed iniziarono ad interrogare chiunque. Non avevano alcuna prova evidente contro di me, così dovettero fare in modo che qualcuno parlasse per incastrarmi. Rapidamente capirono che Snorre era l'anello debole della catena, cosi lo fecero parlare. Egli era un tipo nervoso, e gli fecero passare un brutto periodo. Gli telefonavano di notte quando io non ero lì, facendo domande, le stesse identiche domande in continuazione ed alla fine, dopo nove giorni, cedette. Secondo il rapporto della polizia, egli era così mentalmente a pezzi che dovettero aspettare diverse ore prima che fossero in grado di ottenere qualche sorta di dichiarazione da lui. Apparentemente deve essere stata un'esperienza davvero traumatica per lui. Egli disse loro che ero stato io ad uccidere Euronymous e dove mi trovavo. Al tempo, stavo in un night club, e quando uscii fuori (intorno alle 02:00 - 03:00 credo, era venerdì 19 agosto del 1993) mi arrestarono.
Domandarono il mio nome e rifiutai persino dire quello. Mi spogliarono, mi gettarono in una cella d'attesa, mantenendo la luce 24/7 e non mi diedero neppure una coperta o un materasso su cui stendermi. Me lo aspettavo, così per me non era un cosa importante e potevo solo sorridere ai loro patetici atteggiamenti per farmi crollare mentalmente, ma anche all' "alibi" nel mio appartamento fecero lo stesso trattamento, mi fu detto che adesso lui era implicato nell'omicidio ed essendo completamente impreparato a questo era così terrorizzato che egli confessò ogni cosa immediatamente. Qualcosa era successo ad Oslo, raccontò loro, ed io avevo finito per uccidere Euronymous. Disse le stesse cose che Snorre aveva detto loro.
Comunque sia, loro continuavano a non avere nessuna prova schiacciante contro di me. L'unica cosa realmente utile che avevano, era la confessione di Snorre, ma egli non mi aveva visto pugnalare Euronymous. La sua testimonianza provava che egli era stato ad Oslo, ma l'unica cosa che mi collegava al crimine era la sua testimonianza. Avevano anche un videotape, ripreso quella notte dalla telecamera di sorveglianza di una stazione di benzina di Hønefoss, mentre stava facendo il pieno alla macchina sulla strada per Oslo. Io, dall'altra parte non era stato visto da nessuno. Egli era solo nella macchina. Se non avessero fatto qualcosa, l'avrebbero potuto accusare di aver commesso lui l'omicidio, ed io sarei stato libero. Stava impazzendo!
Così cosa pensi che sia successo? Loro all'improvviso annunciarono - due mesi dopo l'assassinio e due mesi dopo che io ero stato sospettato di averlo ucciso (e già avevano le mie impronte digitali, dall'arresto del gennaio 1993) - che avevano trovato le mie impronte nel sangue sulla scena del delitto. Io indossavo dei guanti quando lo uccisi, così sapevo bene che erano solo un mucchio di stronzate, ma nessun altro lo sapeva, e Snorre erroneamente credette che io gli avessi detto che non avevo indossato guanti durante l'omicidio. Poi all'improvviso Snorre e l'altro tizio cambiarono la loro storia, e dissero che avevamo pianificato tutto in precedenza. Al tipo nell'appartamento fu raccontato che io avevo fatto quello, ma se egli non avesse cooperato con loro, Snorre lo avrebbe convinto in ogni modo. "Vuoi che Snorre vada in galera per qualcosa che Varg aveva fatto?" Fu fatta qualsiasi cosa solamente per incastrarmi, e per togliere Snorre dall'amo, ma in questo processo se ne uscirono con una storia che era anche peggiore della verità. Annunciarono che Snorre aveva pianificato il suo alibi dando la sua ATM card (carta di credito) all'altro ragazzo, che avrebbe usato nel mezzo della notte a Bergen, così che la prova elettronica avrebbe suggerito che era a Bergen e non ad Oslo in quel tempo. Il solo problema era che egli non aveva mai dato a lui nessuna ATM card, cosi che egli non aveva lasciato alcuna impronta elettronica a Bergen, perciò quale era la scopo nel dire questa cosa? Dissero che avevamo affittato dei film in videocassetta, che noi avevamo visto prima, così che se qualcuno ci avesse fatto domande sui film, potevamo dire di cosa parlavano. Spiegarono anche che il tipo nel mio appartamento stava lì a fare rumore, in modo da fare pensare ai vicini che io fossi in casa. Inoltre egli avrebbe anche lasciato l'appartamento nella notte indossando la mia giacca, facendo credere alle persone che incontrava che lui fosse me ed usare la carta di credito di Snorre per lasciare tracce elettroniche. Egli non aveva mai avuto la ATM card di Snorre e nessuno disse nemmeno di averlo visto mentre mi imitava...Snorre mi aveva accompagnato per ingannare Euronymous e farci così entrare nell'appartamento, sebbene io fossi quello che aveva suonato il campanello e parlato con lui, questo ipotizzarono. Alla fine, raccontarono che io avevo dato a Snorre un pugnale nella macchina, in modo che anche lui fosse armato, nel caso mi fosse servito un suo aiuto. Quello era quel pugnale che avevo nella cintura e che dissi lui di mettere all'interno dei guanti, dal momento che non volevo un pugnale giacesse nel retro dell'auto. Naturalmente non indossai la cintura perché camminare in giro per Oslo con un grosso pugnale addosso non sarebbe legale, mi avrebbero arrestato e sarei stato visto dalla polizia. Incasinarono ogni cosa fino a renderla irriconoscibile e la fecero apparire in modo che io avessi pianificato di ucciderlo.
Non so se questo è imbarazzante o solo stupido, ma il tizio nell'appartamento veramente andava in giro a dire che lui era me, mentre io ero via. Veramente lui diceva "Ciao, sono il Conte" come frase iniziale per far colpo sulle ragazze (?!). So questo perché alcune ragazze vennero da me e mi dissero questa cosa. Così se egli davvero indossò la mia giacca e camminò per Bergen cercando di far credere che lui fosse me, non significava necessariamente che egli stesse cercando di darmi un alibi. E' piuttosto una testimonianza di quanto incredibilmente patetico fosse - e di quanto in basso possono cadere certi esseri umani per fare del sesso. Posso aggiungere che non credo che questa frase d'approccio fosse particolarmente utile, se non altro tenendo presente che era molto facile per le ragazze sapere che egli non fosse il "Conte". Bergen è città molto piccola di soli 130.000 (o 250.000 se si include l'intero comune) abitanti e sicuramente ognuno lì ed in quel periodo sapeva come fossi fatto, per cui che cavolo aveva in mente?! Non era nemmeno di Bergen (ma di Lillehammer nell' Est della Norvegia), ed chiunque lo avrebbe capito nel momento in cui avrebbe aperto bocca.
Attualmente mi sento un po' imbarazzato del fatto di aver socializzato con queste persone, sia con questo tizio che con Snorre - e per un po' di tempo anche con Euronymous. C'è un detto: " Mostrami i tuoi amici, e ti dirò che sei". Se fosse stato questo caso, sarei certamente apparso come un completo idiota... :-| Ma in mia difesa, voglio dire che avevo anche altri e buoni amici. (Phew!)
La polizia non ha mai cercato di spiegare per quale motivo Snorre avrebbe voluto che Euronymous fosse morto. Egli era appena entrato nei Mayhem come chitarrista, il sogno di moltissimi chitarristi heavy metal, sono sicuro, ed era un amico d'infanzia di Euronymous, per cui tutto questo non aveva senso. In seguito, dissero che avevo pianificato di "tagliargli la gola" (probabilmente per farmi apparire in maniera molto cruenta), ma se fosse stato questo il caso, per quale cavolo di motivo avrei portato un coltello spuntato? Avrei potuto a questo punto cercare di tagliare la gola con un cucchiaio. Tutto ciò non aveva alcun senso - poi noi sappiamo bene che non gli ho tagliato la gola.
Loro e la polizia erano cosi ansiosi di prendermi in trappola che alla fine anche Snorre fu implicato nell'omicidio, per avermi assistito nel pianificare un omicidio e per avermi dato un supporto psicologico (yeah, "sicuramente"). L'altro ragazzo, che dissero di aver partecipato attivamente nella pianificazione dell'"omicidio" e nel darmi un alibi, passò una singola notte nella cella di attesa. Non era stato denunciato, qualcosa che suona molto strano. Se la polizia avesse creduto seriamente alla sua pazza teoria, sarebbe stato di sicuro implicato nella cosa, ma loro sapevano bene che stava dicendo un mucchio di stronzate, dette solo per incastrarmi. così lo lasciarono andare. E posso anche aggiungere che noi non abbiamo un sistema di ricompense per chi collabora in Norvegia, come invece hanno negli USA ed anche in altre nazioni. Non c'è alcun modo di provare ad uscire di prigione se si ha commesso un crimine in Norvegia. Il fatto è che loro semplicemente non volevano accusarlo per qualcosa che non aveva mai commesso. Stava mentendo, e loro lo sapevano. Ed erano stati loro a dirgli di uscirsene con queste bugie!
Anche l'avvocato difensore di Snorre (un massone) testimonio' persino contro il suo proprio cliente, nella sua impazienza di farmi prendere, e quando Snorre fu giudicato colpevole anche dalla giuria, lo guardò tristemente ("mi dispiace, ma dobbiamo giudicare colpevole anche te"), e non credo che nessuno se lo sarebbe aspettato. E' stato un evento totalmente inaspettato per tutti noi.
In tribunale dissi loro che Snorre non aveva avuto niente a che fare con l'omicidio e che egli era nel posto sbagliato nel momento sbagliato, ma il giorno dopo Snorre testimoniò che io ero in errore. Avevo pianificato ogni cosa, e che lui ne era a conoscenza perché era parte di esso. La sua intera strategia difensiva era di fare in modo che non potessi incolparlo, cosa che io non avevo mai pensato (e mi ci volle del tempo persino per capire che questa fosse la sua preoccupazione). Se avesse detto la verità, sarebbe potuto uscire di prigione, ma invece continuò a raccontare bugie -questo perchè il suo avvocato difensore continuò ad incitarlo- e si beccò 8 anni per non aver fatto niente.
I media riportarono che l'omicidio era il risultato di una "lotta di potere" in un "movimento satanico", e che io lo avevo ucciso per prendere il suo posto come leader (?). Ora, questo non ha alcun senso. Ma come può accadere una cosa del genere? Uccidere qualcuno per prendere il suo posto? Se tu desideri diventare direttore di una azienda, non cerchi di conseguire il tuo scopo uccidendo l'attuale capo. Ma in che cavolo di mondo abitano questi giornalisti?
Stanno vivendo in un recinto o cosa?? Non ha semplicemente senso. Insomma, questa era la loro teoria, la loro unica teoria. Il giornalista "Alpha male" (Michael Grundt Spang) che scrive sul più importante giornale norvegese, passò del tempo persino parlando dei miei capelli e di come apparivo. Secondo lui mi "tiravo" la mia "codina da topo grigio" come una "ragazza", e non avevo un "aurea malvagia" che contornasse, come si sarebbe dovuto aspettare da "un satanista malvagio" come me, e così via. Era molto deluso dal fatto che non apparivo "malvagio". Non gli è mai passato per la testa che non sembravo un "satanista malvagio", semplicemente perché non ero un "satanista malvagio"...Snorre era descritto semplicemente come "la versione minore, piccola e sbiadita del Conte". Il giornalista sicuramente non voleva dirlo in maniera divertente, ma certamente lo era, perché era cosi incredibilmente stupido.
Le altre persone coinvolte erano naturalmente furiose con me, dal momento che alla fine iniziarono a credere alla teoria dei giornali sulla lotta di potere, cosicché anche loro – con pochissime eccezioni (come Fenriz e gli altri ragazzi dei Mayhem) – fecero di tutto per inchiodarmi, e nel processo si fecero anche le spiate l'uno verso l’altro, ed in conclusione, per causa loro, la polizia risolse tutti i crimini commessi dai black metallers in Norvegia dal 1991 al 1993. Parlai con alcuni di loro in seguito, e mi dissero che se avessero saputo la verità, non mi avrebbero mai attaccato (e nel processo uno con l’altro) come fecero. Erano stati manipolati dai media, e certamente anche dalla polizia. Furono ingannati semplicemente come gli altri, e sfortunatamente non furono in grado di vedere oltre le bugie.
Quando fui dichiarato colpevole, mi diedero 21 anni, il massimo della pena in Norvegia, ed il giudice disse che avevo un “incomprensibile motivo” per averlo ucciso. E’ davvero così difficile capire che io l’ho ucciso quando venni a sapere che egli aveva pianificato di torturarmi fino alla morte e poi che fui attaccato nell’appartamento? Quale di queste cose il giudice non comprende? Inizialmente è stata autodifesa, ma quando iniziò a scappare, io non ero più in una situazione mortale, così a quel punto non era più autodifesa, ma un volontario assassinio, dal momento che io lo vidi come un colpo premeditato, attuato per prevenire la possibilità di un suo secondo attacco. Per questo avrebbero dovuto darmi solamente 8-10 anni! Invece ne presi 21, e Snorre 8 anni per non aver fatto assolutamente nulla!
Cercarono anche di far passare l’assassinio come molto brutale, e dissero che egli era morto perché entrambe i suoi polmoni erano stati forati. In seguito annunciarono che io lo avevo pugnalato 23 volte. Prima di tutto sapevo benissimo che lui era morto quando l´ho pugnalato alla testa. Di seguito era cascato su una catasta di frammenti di vetro. Naturalmente ciò gli ha procurato molte ferite - anche sotto uno dei suoi calcagni man mano che lui si metteva in piedi dopo essere cascato. Loro questo lo sapevano, ma preferirono dire che lo avevo pugnalato 23 volte, solamente per far pensare alle persone che io ero così crudele, bestiale e brutale. Al processo mostrarono foto dell’autopsia ad un giuria terrificata. Le foto mostravano Euronymous nudo in un tavolo, con tutti i suoi capelli rasati ed i suoi occhi ancora aperti, e tutti le ferite numerate con una penna sulla pelle. So per certo che è stato umiliante per lui essere stato ucciso, ma quando mostrarono le foto dell’autopsia, quello è stato sicuramente peggiore. Uccidere delle canaglie è una cosa, ma io non avrei mai umiliato nessuno in quel modo.
Oh, e certamente la giuria incluse la frase seguente: “Varg Vikernes crede in Satana”, sebbene avevo ripetutamente detto in tribunale che non credevo ne in “Satana” ne in “Dio”. Ignorarono la verità, e ne costruirono una propria solo per ragioni politiche.
Riguardo la giuria, ho avuto il privilegio di avere l’unico “guaritore” Cristiano della Norvegia nella mia giuria. A quanto pare, egli era andato in televisione dicendo di “scacciare il male dal corpo con l’aiuto di Gesù”, e così “curare” le persone. Ora, è questa una coincidenza? E’ una coincidenza che l’unico “gauritore” Cristiano in Norvegia (a quel tempo, in ogni modo) finisse nella mia giuria? Fu segnato come un “segretario”, ed io seppi molto dopo che egli era un “guaritore” Cristiano, nel 1995, quando un giornalista me lo disse – ed inoltre disse anche che due altri giurati erano niente meno che Massoni. Il resto della giuria erano tutti pensionati, con l’eccezione di una o due donne. Tutti mie “pari”, senza dubbio…il rappresentante della difesa di Snorre era anch’egli un Massone, e come ho già detto, uno degli psichiatri del processo era un Massone ed un “sopravvissuto” di Auschwitz (al tempo, uno dei tre totali in Norvegia) e l’altro psichiatra un estremista di sinistra, il mio avvocato difensore era incapace al 100% di svolgere il suo lavoro (a causa delle condizioni del cuore) e secondo il giornalista con cui parlai, persino uno dei tre giudici era un Massone.
I roghi delle chiese furono a mala pena menzionati nel processo. Presentarono un testimone in ogni caso, che diceva che io avevo bruciato questa o quella chiesa, ed era tutto. “Colpevole”. Solo questo. Questo processo è stato ripetuto quattro volte, e sono stato accusato di aver bruciato quattro chiese, tre di loro completamente rase al suolo. Non c’è stata una singola prova fisica in ognuno di questi casi. Tutti questi testimoni erano amici di Euronymous!
Anche il mio incompetente avvocato non si disturbò di parlare al riguardo dei roghi delle chiese, dal momento che “non erano importanti” egli diceva. “Non prenderai molto per quello comunque”, egli calcolò. Molto interessante è il fatto che nessuna impronta o altra prova tecnica furono presentate al processo. Quando fui arrestato avevo 3.000 colpi di proiettili (per la maggior parte .22LR, 38 Special, 7,52N, 7.92 mm e 12Gauge) nel mio appartamento, ma la maggior parte di essi non era stato nemmeno incluso nella lista degli oggetti confiscati. I poliziotti presero semplicemente ciò che volevano. Per loro era “munizione libera”. Rubarono persino il mio elmetto d’acciaio delle SS, sebbene io potevo solo intuire il perchè.
Alla fine fui condannato per aver rubato e detenuto circa 150 kg di esplosivo (per la maggior parte dinamite e glinite) e tre borse di detonatori elettronici, e per essermi introdotto in alcune baite di montagna – dove io avevo, secondo loro, rubato una bandiera norvegese (?!) e un libro, mentre cercavo delle pistole. Non fui mai condannato per la profanazione di tombe, come molti sembrano credere, o per aver bruciato la Fantoft Stave Church. Non avevano un metallaro stupido che poteva mentire e dire loro che egli mi aveva raggiunto per bruciare quella chiesa, come negli altri casi, e non avevano alcuna prova contro di me in qualunque contesto, e avevo addirittura un alibi, una ragazza di Oslo che aveva passato la notte con me. (Ancora il mio avvocato di “difesa” non ci penso nemmeno a chiederle di testimoniare in mia difesa!) Il capo di accusa era tutto basato su pettegolezzi. Poi, quando la giuria non mi trovò colpevole di avere raso al suolo la Fantoft Stave Church, il giudice principale era così arrabbiato che disse che era “ovvio” che lo avessi fatto, ma non sarebbe stato realmente un problema, dal momento che io avrei preso il massimo della pena in ogni modo – e incredibilmente lo disse prima che tre giudici e i membri della giuria avessero iniziato a discutere la pena, così è chiaro che avevano già deciso che io avrei dovuto prendere 21 anni in ogni modo. Volevano usarmi come un esempio.
L’assassinio di Euronymous è stata una benedizione per loro. Finalmente avevano una scusa per potersi sbarazzare di me (o così si credeva in ogni modo: le persone tendono a credere che persino un anno in prigione sia la “fine” di ogni cosa). Non penso a cosa sarebbe accaduto se i media non avessero scritto cosi tante falsità sul mio conto, perché questo è avvenuto, in primo luogo, a causa della volontà di Euronymous di sbarazzarsi di me: avevo ottenuto così tanta attenzione che lui era diventato invidioso. Poi il sistema giuridico mi diede 21 anni perché i media mi avevano dato così tanta attenzione che io ero diventato più importante e influente di quanto lo fossi inizialmente, e perché erano stato cosi incredibilmente provocati per i roghi delle chiese che persero completamente la ragione.
In sintesi, sono stato attaccato da un criminale già condannato, ho difeso me stesso e preso 21 anni per quello. Come se non fosse abbastanza, cambiarono le regole dopo avermi condannato, dicendo che ufficialmente dovevo scontare due anni aggiuntivi a quanto inizialmente sentenziato. 21 anni significa che io sarei stato rilasciato dopo 12 anni, ma alcuni anni dopo (nel 2000 o 2001) cambiarono le regole, cosi secondo loro dovevo scontare 14 anni secondo la costituzione norvegese e le leggi internazionali, ma chi se ne frega? Nel 1945, quando la guerra era finita, non avevamo nemmeno la pena di morte in tempo di guerra in Norvegia, così lo stesso sistema giuridico che abbiamo oggi ha fatto una nuova legge, in maniera retroattiva, attuandola su dozzine di persone (in tempo di pace!). Io non sono ne un “povero” immigrato Afro-asiatico ne un estremista di sinistra, o un cristiano che debolmente chiede pietà, così non c’è alcun media che mi darà mai qualsiasi supporto. Sono semplicemente una persona non grata in Norvegia, una nazione che molti europei occidentali chiamano “l’ultimo stato sovietico”. Io posso solo fare domanda per un rilascio dopo 12 anni, ma data la mia esperienza con la giustizia in Norvegia, non sono molto ottimista. C’è differenza tra Þórr and Loki, come diciamo in Scandinavia.
Sono arrabbiato per tutto questo, ma so che ne verrò fuori a testa alta alla fine, e suppongo che questo sia ciò che realmente conta. Non li odio nemmeno, ho solo pietà di loro. Soprattutto sono solo riconoscente di non essere come loro. Riconquisterò la mia libertà un giorno, ma la loro non migliorerà mai. E’ come il ciccione contro il brutto: il ciccione può sempre perdere peso, ma il brutto rimarrà sempre brutto.
Grazie per l’attenzione.
Varg “Il villano” Vikernes
Dicembre 2004
Corruptissima re publica plurimae leges (Cornelius Tacitus)
(Più lo stato è corrotto, più leggi ci sono)
Hodie mihi, cras tibi
(Oggi a me, domani a te)
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