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Det Hedenske Folk / Abyssic Hate - United by Heathen Blood split CD 1997 - 7.5/10
"United By Heathen Blood", come ho già spiegato nella monografia degli Abyssic Hate, è uno split cd con una one-man band norvegese, nel quale è stato possibile effettuare una ristampa del primo demo del gruppo australiano, "Cleansing Of An Ancient Race", attraverso il lavoro della Bloodless Creation, e successivamente messo anche in versione Lp da parte della No Colours. Ma andiamo con ordine ed iniziamo vedere cosa ci riservano gli sconosciuti Det Hedenske Folk, a cui spetta il compito di aprire il cd. La one-man band è guidata da Tyr, da non confondere con il famoso ed omonimo bassista che ha fatto da session con Satyricon, Emperor e Borknagar, ed aiutato nelle registrazioni di questi tre pezzi nientemeno che da Abbath in persona seduto dietro le pelli. Anche nel caso dei Det Hedenske Folk abbiamo a che fare con la ristampa del loro primo ed unico demo, intitolato "True Northern" ed uscito originariamente l'anno precedente. Lo stile proposto è fortemente ancorato agli Immortal del periodo d'oro, specialmente "Pure Holocaust". Tyr, grazie all'aiuto di Abbath dietro le pelli, riesce a tirare su un muro sonoro di proporzioni immani, in grado di trasmettere immagini di paesaggi innevati e tempeste di neve. Anche lo screaming risulta essere vicino a quello di Abbath, molto secco e tirato. I tre brani presenti sono tutti di ottimo livello, ma la mia preferita è la conclusiva "Reverse The Time To Old", con un riff iniziale di chitarra davvero ipnotico ed ossessivo. Sono davvero contento della possibilità data a questa misconosciuta band di poter divulgare maggiormente questo piccolo gioiello dimenticato, la cui presenza vale da sola l'acquisto dello split in questione. Passiamo ora ai ben più noti Abyssic Hate, che come ho già accennato in apertura di recensione si presentano con la ristampa del demo d'esordio "Cleansing Of An Ancient Race". Da segnalare la presenza, per la prima ed unica volta nella storia del gruppo australiano, di un session alla chitarra, tale Brad Johnson, lasciando a Shane Trout solo le parti di batteria. Lo stile proposto in questo demo è molto differente da quello che si svilupperà in seguito nel tanto acclamato "Suicidal Emotions". Infatti, la fonte primaria sono sicuramente i Darkthrone di "Under A Funeral Moon" e "Transylvanian Hunger". Riffs lineari e tirati la fanno da padrone, così come produzione marcia e bastarda come tradizione comanda. Non sono mai stato un grande appassionato delle prime opere di Mr. Trout, che considero troppo acerbe e legate al tentativo di fare musica troppo simile ad i Darkthrone. Tuttavia, ritengo brani come la title-track, l'aggressiva "Terrasque", dotata di riff atonali davvero niente male, e la conclusiva "Bloodletting", di sicuro valore che innalzano sicuramente la qualità del lavoro. In conclusione, ritengo questo split un sicuro "must" per tutti gli amanti del black metal, soprattutto consiglio molto vivamente di dare un ascolto ai Det Hedenske Folk, una band sicuramente da riscoprire.
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Abyssic Hate - Eternal Damnation EP 1998 - 6/10
Uscito in seguito ad una sinergia tra No Colours ed Hendrik Morbus degli Absurd, "Eternal Damnation" rappresenta il primo debutto ufficiale degli Abyssic Hate, sebbene si tratti solamente di un EP di soli venti minuti. Lo stile presente è il naturale seguito di quanto fatto su "Cleansing Of An Ancient Race", anche se all'interno del songwriting si notano alcuni progressi. "Knight Of The Living Dead" e "Human Despair" sono degli ottimi brani, che sono purtroppo rovinati da una produzione troppo confusionaria. Le chitarre sono zanzarose oltre ogni limite e rendono in certe occasioni quasi impossibile riuscire a capire cosa diavolo stia succedendo. Lo stesso Shane Trout, nella biografia inserita nella raccolta "Decade Of Hate", si lamenta moltissimo del risultato finale del disco e che la versione definitiva è il remixaggio fatto su tale compilation. Ed è sicuramente un peccato, perchè in alcuni dei brani presenti si inizia ad intravedere la svolta depressive che caratterizzerà quel monolito di morte e dolore che risponde al nome "Suicidal Emotions". Da menzionare la presenza di un intro ad opera dei Raison D'Etre e la cover finale "inglesizzata" degli Absurd. Consiglio perciò di andarsi a sentire i brani remixati su "Decade Of Hate" per farsi un idea migliore dei brani presenti in questo EP.
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Abyssic Hate - Suicidal Emotions CD 2001 - 9.5/10
“For I am alone on this world / Enslaved and surrounded by the living dead / Yet still I stand tall as I bleed / Deep from within the cuts upon my skin”. Basterebbero solo queste parole, prese dalla prima traccia “Depression Pt. I”, per descrivere il senso di questo debutto alla lunga distanza della creatura di Shane Rout. Un disco che vede finalmente mettere da parte i tentativi di emulazione dei Darkthrone visti nei precedenti lavori, per giungere finalmente ad una maturazione stilistica, ma non solo. “Suicidal Emotions” è prima di tutto un manifesto di dolore, un susseguirsi di incubi interiori, paranoie mentali, negatività ed autolesionismo, non a caso la cover della prima stampa di questo lavoro mostra un uomo completamente ricoperto di cicatrici ancora aperte. Un malessere di vita che dai testi viene trasmesso alla musica, e dalla musica si trasferisce all’ascoltatore. Il mondo che ci viene presentato ai nostri occhi, è un affresco di morte e sofferenza, la Terra stessa è una prigione infestata da una moltitudine di morti viventi. L’unica via per sfuggire a questo orrore è il suicidio e la morte, nessun’altra via è contemplata. Se Burzum ha posto le basi per esprimere in musica la rabbia ed il dolore verso il mondo malsano in cui viviamo, gli Abyssic Hate, partendo da questa base, riescono ad andare oltre, togliendoci ogni luce e speranza. Per questo motivo “Suicidal Emotions” è spesso considerato da molti come il primo vero e proprio disco di “depressive black metal”, nonostante le matrice musicale di partenza sia comunque burzumiana. E’ inutile quindi andare a descrivere i quattro lunghissimi brani che compongono questo capolavoro, “Suicidal Emotions” è un lavoro che si rivolge al nostro inconscio ed alle nostre fobie, la sensibilità di ognuno di noi ci porta a darne una visione diversa a seconda della personalità di ognuno di noi. La stessa produzione, grezza e satura di distorsione, ad ogni ascolto fa’ emerge dei dettagli nuovi, che rendono l’ascolto del disco sempre nuovo ed affascinante. Che altro dire se non chiudendo con quest’altra citazione da “Depression Pt. 2 “Wishing that I had the strength to extinguish the whole of mankind / I now know that this goal of mine will never, ever be attained / I hate this fucking human race for what they have all done to me / Driven to this destructive state, guided by insanity!”
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Abyssic Hate - A Decade of Hate CD 2006 - 7/10
Finalmente dopo 5 lunghi anni di attesa, rimandata svariate volte, ecco venire pubblicata questa raccolta degli Abyssic Hate intitolata “A Decade Of Hate”. Una raccolta che sicuramente a molti potrà far storcere il naso, considerandola un mero riempitivo per tenere buoni e far comprare qualcosa ai fan, non poco indispettiti visto il tempo che Shane Rout sta impiegando per finire il nuovo full-lenght. Illazioni che, a mio avviso, hanno anche un minimo di verità ma che non tolgono interesse a codesto cd. Infatti, con un booklet a dir poco interessante, contente l’autobiografia della band scritta da Shane Rout in persona, anche a livello musicale ci sono delle grosse sorprese. A parte l’original mix di “Cleansing Of An Ancient Race”, già presente e recensito nello split con i Det Hedenske Folk, troviamo la versione rimasterizzata del mini cd Eternal Damnation, uscito nel 1998 per la Darker Than Black, e la famosissima Betrayed, lunga traccia presente solamente sulla compilation “No Colours Volume 2”. Tralasciando “Cleansing Of An Ancient Race”, come già detto, ampiamente discusso nello split con i Det Hedenske Folk, passiamo a vedere questa nuova versione del EP. Ebbene, se la versione originale era francamente inascoltabile, in questa nuova versione finalmente possiamo godere dei brani in tutto il loro splendore. Il suono pur riuscendo ancora zanzaroso e confuso, riesce comunque a dare lustro al riffing di Shane Rout, che dimostra in questo lavoro di essere molto migliorato. In questo disco il buon Shane inizia ad allontanarsi leggermente dal tipico Darkthrone sound ed a porre le basi per quello che sarà “Suicidal Emotions”. Infatti, molte tracce presentano riffs dal sapore molto melanconico e disperato come “Human Despair” o “Knight Of The Living Death”, senza però rinunciare a brani più diretti e grezzoni come “Attack!”. Una bella rivelazione è stato per me ascoltare questi brani rimasterizzati. Parlando invece di “Betrayed” è un brano davvero lungo, sui circa 12 minuti di durata, ed è il primo tentativo (riuscito) di spostare la band in ambito depressive metal, anche se il termine all’epoca ancora non si usava. Un piccolo gioiellino che sicuramente non deve mancare agli amanti di “Suicide Emotions”. Beh non c’è molto altro da dire, a mio avviso è una raccolta molto professionale e curata, il booklet ripeto è davvero interessante, e che penso valga la pena spendere i soldi per comprare.
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